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Vignetta Brunetta, Forza Italia attacca Vauro e Santoro
lunedì 13 gennaio 2014 21:46

''Caro Dago,

La puntata di giovedì su "Servizio pubblico" su La7 - con Brunetta, Landini e Rampini come interlocutori principali - è stata davvero servizio pubblico. Un dibattito e uno scontro seri e argomentati sul lavoro (con intemperanze antiberlusconiane gratuite di Rampini, per far vedere che è di "Repubblica", ma si sapeva). Servizio pubblico di nome e di fatto, fino all'ultimo minuto. L'ultimo minuto è stato il modo con cui Michele Santoro ha fatto sapere chi è.
La cronaca è semplice. Gli ospiti se ne sono andati. Ed ecco la vignetta che non abbiamo timore, anche se un po' di vergogna per loro, a pubblicare. La presenta Vauro, giurando che quest'anno darà corso a un buon proposito, illustrato dalla vignetta.

"Basta battute sulla statura - Brunetta non è nano... è solo genuflesso". Chiaro no? Un furbata. Se passasse l'idea che così allora si può, basterebbe tradurre le battute più oscene e razziste in "vauriano", il che le renderebbe intoccabili.
Esempi? C'è da scegliere. "Tizio non è un pedofilo, ama i bambini". "La Tale non è un orango, ma qualcuno le tolga la maschera di Carnevale". "Odio gli ebrei perché sono razzisti". Eccetera.

Noi però non ce l'abbiamo con Vauro, è quello che è. Ma con Santoro. Ha atteso che Brunetta se ne andasse per provare a distruggerne la reputazione. Non è questione di statura, ma il trasformarla in imprinting fisico della statura morale di servo, di persona che condizioni il proprio credo a un libro paga. Un nano al quadrato. Come il naso adunco degli ebrei, dove il problema non è il naso ma l'aver marcato la presunta caratteristica del volto come segno di un'anima adunca.

L'aveva vista questa vignetta, Santoro? Magari no, anche se è difficile crederlo. E se non l'aveva prima guardata, con la prontezza di riflessi che ne fa il conduttore principe delle dirette televisive, avrebbe dovuto semplicemente stracciarla all'istante e chiedere scusa. Non sarebbe stata censura, ma ripudio. Un modo di dire: questo a casa mia, non si fa. Invece ha lasciato fare, gli ha dato il sigillo del suo consenso, e lo ha riproposto sul sito internet del programma. Complimenti. Che ne dice l'Ordine dei giornalisti? Che ne dice l'editore Cairo?

(Nel campo della genuflessione, vorremmo rilevare che a differenza di Brunetta, sia Santoro sia Cairo sono stati sul libro paga delle aziende di Berlusconi, incassando i dovuti miliardi)''.

"Il Mattinale" (Forza Italia)

Fonte: Dago