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Caso Dieudonné, Vauro: "Se dice quelle cose non è un comico, è una merda"
mercoledì 8 gennaio 2014 17:49

"Se questo comico dice le cose che avete riferito, non è un comico, è una merda". Così il vignettista e autore satirico Vauro Senesi in merito alla vicenda di Dieudonné, il comico francese che i teatri e le città stanno bloccando per i suoi spettacoli antisemiti.

"Non riesco a capire se è satira. Se il tono delle dichiarazioni è quello che ho sentito non c'entra nulla con la satira, ma è una becera propaganda". "Non sono certamente un cultore della censura e non credo che serva ad arginare un fenomeno terribile e in crescita come l'antisemitismo - chiarisce Vauro - Detto questo, se si tratta di quella roba lì mi sembra addirittura superfluo l'intervento di Hollande, credo che gli stessi direttori dei teatri non avrebbero dovuto dargli accesso al palcoscenico. La satira non dovrebbe avere alcun limite, la propaganda è diversa". Vauro cita il caso delle vignette su Maometto, in merito alle quali dice, "mi fu attribuita una volontà censoria. Non si trattava di satira, ma di propaganda bellica. Non è che qualsiasi battuta o qualsiasi disegno sia di per sé satira: chi non si ricorda i disegni della propaganda fascista e nazista, riguardo agli ebrei o al nemico americano, il negrone con le labbra grosse che stuprava la bambina. Nessuno ha mai pensato che quella fosse satira.

Fonte: Il Sole 24ore