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Moni Ovadia: l'antisemitismo è il socialismo degli imbecilli
lunedì 16 dicembre 2013 15:53

L'attore e autore teatrale cita Lenin per commentare i Forconi: la protesta è sacrosanta ma attenti alle derive reazionarie..



di Federico Tulli

"Lenin diceva che l'antisemitismo è il socialismo degli imbecilli. Questo pensiero si adatta perfettamente a chi cavalcando la protesta dei Forconi arriva a dire che la colpa della crisi in Italia va attribuita ai banchieri ebrei". Non usa giri di parole Moni Ovadia per commentare la deriva che ha preso negli ultimi giorni la cosiddetta protesta dei Forconi. Una protesta che l'artista definisce "fondamentalmente sacrosanta perché la crisi c'è ed è innegabile che ricada solo sulle classi più deboli", ma che facilmente presta il fianco all'infiltrazione di frange appartenenti all'estrema destra.

"È vecchia feccia ricucinata - prosegue Ovadia -. È tipico nei momenti di malessere sociale che qualcuno agiti lo spettro del complotto sionista. Purtroppo in questi anni oltre alla crisi economica abbiamo assistito allo scempio della società civile da parte di una politica che, con rare eccezioni, ha pensato solo ai fatti suoi.

E la storia ci insegna che sono questi i momenti in cui la demagogia, il populismo, il razzismo trovano più facilmente il sostegno di parte della popolazione".

Secondo l'autore e attore teatrale un punto di svolta "storico" è rappresentato dal Porcellum: "Ci fanno votare da anni con una legge elettorale che chiede ai cittadini di esprimersi contro la democrazia perché consegna il potere a delle oligarchie di partito, non è un caso se poi emergono movimenti che con la democrazia non hanno nulla a che fare. Elementi genericamente antiglobalisti o anticapitalisti che cavalcano l'antisemitismo". Come un disco rotto "ritorna fuori questa stupidità" osserva Ovadia: "I banchieri e gli speculatori ebrei sono cattivi? E invece gli altri attori del capitalismo sono benefattori dell'umanità? Non si accorgono costoro che nel nostro Paese l'unico che si è arricchito in questo disastro nazionale è Silvio Berlusconi. Secondo la loro logica confusa dovremmo scatenare una campagna contro la Brianza e i brianzoli".

La realtà, prosegue, "è che siamo di fronte a rigurgiti di razzismo perché è un pensiero razzista l'ebreo che diventa sinonimo di banchiere e speculatore. È la vecchia logica dei Protocolli dei savi di Sion e di quello che poi ha portato al nazismo. Si ricucina una brodaglia infetta i cui esiti noi conosciamo al di là di ogni ragionevole dubbio". Ovadia dice poi di non essere nemmeno d'accordo con chi accusa la Germania in quanto tale di cavalcare la crisi a proprio vantaggio: "La natura del capitalismo finanziario è fare i propri interessi a danno di altri. Questa logica anima qualsiasi tipo di finanza speculativa. Ci sono le banche svizzere, quelle arabe, quelle italiane. Ci sono i cinesi, che tengono in mano il 60% del debito pubblico degli Stati Uniti".

Pensando alla recente storia del nostro Paese ci si chiede come mai non sia Silvio Berlusconi l'obiettivo della protesta: "L'estrema destra nel marasma ha sempre da guadagnarci. Berlusconi è il principale responsabile dei disastri di questo Paese, del suo degrado morale e sociale. Ma è innegabile la complicità della sinistra. Una sinistra irresponsabile e assente, che si è crogiolata in questo degrado. Non ha saputo trovare una sua fisionomia, un suo profilo, un'identità coerente con la propria storia". Si spiega anche così il fenomeno di Grillo? "Il fatto che il suo movimento abbia avuto consensi così vasti dimostra che fine abbia fatto la sinistra" osserva Ovadia e conclude: "Parlo della sinistra cosiddetta radicale, quella che doveva sapere interpretare il disagio sociale, la sua frammentazione. Doveva essere un punto di riferimento ma non ha saputo trovare nemmeno un linguaggio comprensibile per quella fetta di Paese in difficoltà che cercava delle risposte concrete a problemi reali".

Leggi l'intervista su Globalist