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Lettera aperta a Dario Fo
domenica 1 dicembre 2013 23:49



Caro Dario,
ma che ci facevi su quel palco?
"Dobbiamo vincere e vinceremo". Che brutte parole. Sì, certo, c'era anche la parola "rivoluzione" che ti piace e piace anche a me. Però non è rivoluzione strillare che tutti sono morti, cadaveri. E se lo è non mi piace. Non mi piacciono i portatori di verità assolute ed indiscutibili, non mi piace chi non ha dubbi e non mi piacciono nemmeno le piazze quando non sanno che ripetere le parole del capo. Ecco sì, le parole del capo. Condivido rabbia e sdegno ma non posso condividere parole macabre e di macabra memoria.
Tu credo mi possa comprendere perché sai meglio di me quanto le parole siano anche contenuto. Allora scusami Dario per quello che ti chiedo. Ti chiedo di scendere da quel palco Compagno Dario. Scendi per favore.
Con l'affetto e la stima di sempre,
Vauro, 02/12/2013


Sulla rete sta girando una presunta risposta di Dario Fo alla mia lettera. Dico presunta perchè, vista la prosa retorica ed assai banale , sono certo che non puo' essere uscita dalla sua penna. Vauro, 03/12/2013


Leggi la risposta di Dario Fo (07/12/2013)

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